Recensione 020: di Mr Gasperino
E' proprio vero, qui a NartraradioRoma si trattano solo artisti che ci piacciono e ci suscitano emozioni. Ed è così, che da tempo giravo e rigiravo per trovare qualche formazione musicale su cui scrivere. Non trovandone, avevo appeso la tastiera del mio computer al chiodo.
Me ne stavo tranquillo, guardando i nostri contatti internet, quando (dal nostro pagina Facebook) qualcuno bussa:
- Toc! Toc!! c'è qualcuno?
- Si sono qui!
- Ciao noi siamo una formazione romana.
- Ciao, come posso esservi utile?
- Dove possiamo mandarvi i nostri demo?
Sbrigate le formalità del caso è giunto, in redazione, il materiale dei Kevlar Project. Lo preso e lo messo lì, da una parte. Poi, dopo un po di tempo, li ho ascoltati ed ecco che è tornata in me la voglia di scrivere nuovamente per qualcuno che mi emozionasse.
Bene, che stiamo parlando di una Band romana, già lo scritto, ma ciò che ancora non ho detto che ci troviamo difronte ad una formazione indipendente che esprime il proprio talento artistico attraverso il Grunge/Rock. Preso per assioma il fatto che non amo affatto etichettare gli artisti con i generi, se si pensa al Grunge inevitabilmente ci vengono in mente i Nirvana, i Ten o i Pearl Jam. In realtà credo che ogni gruppo può esprimere la propria arte attraverso le proprie idee e quella di questa band a me ha entusiasmato.
Nascono dalle ceneri di un'altra formazione i Kevlar Project, calpestato i palcoscenici dell'Italia centrale, dopo la perdita del basso, la band, si trova a dover rivedere il proprio assetto armonico. Il trio (Daniele, Marco e Stefano) due chitarre, due voci e una batteria, ci presentano una compattezza sonora.
Escono con un primo cd alla fine del 2010 composto da tre canzoni. Se è vero il detto che recita il buongiorno si vede dal mattino, sono state sufficienti solo tre traccie per spingermi a raccontarvi di questa formazione che presenta testi in italiano.
Divorare l'aria: Questa è la traccia meglio riuscita ed inizia con un riff di chitarra dove fa da apripista agli altri due componenti che sapientemente riempiono anche l'assenza del basso. Testo metafisico che rende un'idea precisa e costringente come restare intrappolati in una bolla di sapone. [Video]
Captivus daemonis: il secondo brano non nasconde un passato hardrock della band che ci conduce piacevolmente in una melodia armonica della voce.
Nemmeno Giuda: in questa canzone emergono le continue tentazioni che il protagonista di questa traccia si trova a combattere, il desiderio e il coraggio di non cedere per paura del dolore, sono il sunto di questa traccia esegutia magistralmente dai tre.
Chitarre imponenti e ritmica precisa.
Arangiamenti ben studiati.
Testi riflessivi e mai banali dove ermeticamente ogni traccia esprime un concetto ben più profondo che va al di là delle parole.
Ottimo progetto da sostenere, incentivare e seguire.
Chitarre imponenti e ritmica precisa.
Arangiamenti ben studiati.
Testi riflessivi e mai banali dove ermeticamente ogni traccia esprime un concetto ben più profondo che va al di là delle parole.
Ottimo progetto da sostenere, incentivare e seguire.
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